Una nuova alba per il futuro dei giovani del Sud

di Rosario Polizzi
Guardiamo con orgoglio a quanto offerto dalla maggior parte dei nostri giovani meridionali che, al termine degli studi negli Istituti Superiori, hanno portato a casa un risultato esaltante. E vogliamo tralasciare, per umana carità, quanto penosamente si insinua da parte di chi vuole ad ogni costo addurre cavilli di sistema, a giustificazione di un nord studentesco meno brillante. Proprio come con la volpe furba e l’uva considerata acerba. Esopo docet. Doverosamente, però, sarebbe opportuno interrogarsi su che cosa si offre a questi ragazzi che hanno dimostrato qualità scientifica e grande senso del dovere. Purtroppo anche a questi ragazzi, omologati impropriamente da una retorica superficiale nello stereotipo della gioventù invertebrata, beona e tossica dei nostri giorni, viene prospettato un viaggio in classe economica, di un treno mosso a carbone, su di un binario a scartamento ridotto. Ed ecco che l’interrogativo si fa più pressante. Ma di chi è la colpa di tale appiattimento delle prospettive? Come fa la società moderna così ricca di sensori iper-tecnologici a non accorgersi della ruggine che si è instaurata nelle sue cerniere di rotazione fra famiglia, scuola, religione, amicizia, affetti, mondo economico, mondo del lavoro?
E con quali modelli di comportamento oggi la politica è capace di rispondere, vieppiù a questi giovani campioni di preparazione culturale, proprio per non vanificare tanto lavoro e sicuramente tante aspettative di futuro in ispecie nell’Italia del Sud?
Si percepisce che più pressanti sono gli interrogativi, più veloce è la corsa del pensiero verso la tentazione di articolare una risposta in politichese! Almeno fino ad oggi è ancora così. Diciamo fino ad oggi, perché adesso i nostri giovani che ormai da tempo non fruiscono più degli insegnamenti di veri maestri di libertà e di cittadinanza, potranno contare sull’accensione di una fiammella nuova. Una piccola luce destinata a crescere di intensità e calore per tutte le genti del sud. Questa fiammella si chiama coscienza civile meridionale e sta prendendo forma e vigore attraverso il suo incontro con la gente, in primis con la popolazione giovanile. Ad accenderla con fiducia è stata una Donna del sud, pensando al sud, confidando nel valore delle risorse del Sud. A reggerla con attenzione e con fede è stato un movimento politico diventato subito partito ed ora già federato con pari espressione movimentista meridionale. Un atto politico che, come piantina messa a dimora nella giusta stagione e nel giusto terreno pronto a riceverla, tenuto a battesimo da Adriana Poli Bortone è in forte crescita, perché oggi colma il grande vuoto politico della difesa del valore meridionale. Per quei ragazzi ai quali, ancorchè premiati dagli ottimi voti di maturità, la politica italiana ancora oggi non sa offrire risposte di futuro c¹è questa forte coscienza civile meridionale in via di fioritura, che certamente dà consistenza alla speranza. Una nuova alba politica si affaccia all’orizzonte è sta sorgendo proprio nel Sud. La stagnazione delle idee e delle speranze è finita. Lo sviluppo è in movimento.
Rosario A. POLIZZI
Cooordinatore Regionale IO SUD Puglia

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