UN “ASSESSORE PER IL SUD” NEL PROSSIMO GOVERNO REGIONALE
Mentre i politici - quelli di professione per intenderci – continuano a pensare a come sopravvivere a sé stessi in occasione della prossima tornata elettorale, cercando anche di cambiare le regole del gioco a soli 2 mesi dalla conclusione del loro mandato, Io Sud ritiene importante continuare a tenere alta l’attenzione sui problemi reali degli italiani, e dei meridionali in particolare, di fronte ad una crisi economica e finanziaria che in maniera sempre più evidente sta mettendo in ginocchio le famiglie di tanti operai, impiegati e piccoli imprenditori che hanno visto negli ultimi mesi crescere lo sconforto di fronte a perdite di posti di lavoro e diminuzioni di fatturato.
Ma il Circo della POLITICA continua a pensare ad altro ed a qualsiasi livello.
Lo fa in ambito nazionale, sempre più imbrigliato nella evidente difficoltà di un Governo populista e nordista vittima di se stesso ed allo sbando, stante l’incidente in cui è incorso il Presidente del Consiglio, ma che non perde tempo e smalto nel varare una legge finanziaria che al Sud non concede niente o meglio, a dire il vero, che non concede niente allo sviluppo di un Paese sempre più sull’orlo di una crisi di nervi oltre che economica.
E non cambiano le cose per il Governo Regionale dove stiamo assistendo, come sempre del resto, ad una raffica di provvedimenti tutti tesi a spendere e “spandere” danaro pubblico senza alcuna soluzione di discontinuità rispetto ai fallimenti degli anni scorsi, anzi perdurando in una politica di cost spending – che non è riuscita minimamente a invertire la rotta di una Regione sempre più povera, con meno abitanti e con più disoccupati, nonostante le ricchezze di cui dispone.
La prossima tornata elettorale, cioè le Regionali 2010, rappresentano l’ultimo banco di prova prima delle Elezioni Politiche e rappresentano evidentemente un test importante per comprendere quale sarà lo scenario futuro che ci attende dove, mentre il Nord è riuscito ad affrancarsi negli ultimi 15 anni dello strapotere di una “Roma ladrona”, il Sud assomma all’inefficienza di uno Stato centrale, un evidente deficit di potere ed autonomia in tutti i settori: dall’informazione all’economia, passando per le Istituzioni, la Sanità e così via.
Occorrerebbe, quindi, che già dalle prossime Elezioni Regionali 2010, ci fossero segnali importanti di un Sud che si “ribella” e che è pronto ad alzare la voce con proposte concrete fattibili, reclamando un ruolo che gli è negato da troppo tempo.
Ed un primo, forte segnale potrebbe essere proprio l’istituzione in tutte le Regioni del Mezzogiorno e, quindi, anche in Basilicata, di un Assessorato al Sud. Immaginiamo una struttura snella, che utilizzi le competenze certamente già presenti in Regione, che sia in grado di svolgere un importante compito di analisi e denuncia delle differenze oggettive che impediscono al Sud di crescere e competere con le più floride economie del Nord Italia e Nord Europa.
Un Dipartimento che, a stretto contatto con la Presidenza della Regione, operi a servizio ed in appoggio a tutte le altre aree di intervento – l’Economia, la Sanità, la Formazione, le Infrastrutture, l’Ambiente – e che abbia il compito precipuo di instaurare una vertenza con lo Stato centrale teso a ridurre il gap esistente e mettere il Mezzogiorno nella condizione di competere ad armi pari oltre che analizzare come meglio utilizzare le potenzialità di cui le Regioni del Sud dispongono.
Un tentativo in tal senso già c’è stato. Difatti, in Puglia il Presidente Vendola, seppure sulla scia degli scandali della malasanità, ha istituito l’Assessorato al Sud, nominando il prof. Gianfranco Viesti, economista e docente universitario, alla guida di un Dipartimento votato proprio al compito di mettere con le spalle al muro il governo nazionale, accusato di "depredare disinvoltamente" il Sud del Paese.
Il tentativo però non ha suscitato gli effetti sperati, probabilmente per le modalità e l’ambiguità con cui il Dipartimento stesso è stato creato.
Rimane valida, ad ogni modo, l’intento: il Sud ha bisogno di persone che lo difendano, persone capaci di non farsi “derubare”. E si deve combattere quando 20 miliardi previsti dal Quadro Strategico Nazionale per la creazione di infrastrutture vengono tolti al Sud ed investiti nelle infrastrutture del Nord. Si deve lottare quando i fondi Fas di diritto destinati alle aree sottoutilizzate del meridione vengono dirottati altrove. Al Sud non servono i contentini mediatici della Banca del Sud o della fiscalità di vantaggio se mancano infrastrutture, servizi, incentivi alle imprese ed investimenti forti che facciano da volano alla creazione di un tessuto economico forte e stabile, capace di autosostenersi. La politica assistenzialista non premia.
Non è una concessione del Governo ma un diritto del Mezzogiorno poter disporre dei Fondi UE per il rilancio dell’economia e per poter disporre di strade, aeroporti, ospedali efficienti.
Sarebbe un bel segnale se la politica e, soprattutto, coloro che saranno chiamati ad amministrare questa Regione, facciano propria questa proposta di Governo in barba ai tatticismi ed alle proposte “inqualificabili” dell’ultima ora, vedi l’ipotesi di una soglia di sbarramento al 15%, chiaro ed evidente segnale di chi sente franare la terra sotto i piedi.

- blog di G. Graziano
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