SOSTENERE GLI IMPRENDITORI E I LAVORATORI LUCANI
Il neo Governo De Filippo, così come del resto quello dei 5 anni appena trascorsi, ogni qualvolta annuncia svolte programmatiche raccoglie consensi quasi unanimi se non plebiscitari. Come del resto ampiamente descritto nella relazione programmatica del nuovo Governo Regionale, ci attendono mesi duri, fra una crisi economica internazionale e l’incapacità manifesta del “ragioniere” Tremonti, inadatto a governare la nave tricolore in un mare in burrasca con venti forza nove.
Il super Ministro dell’Economia ha dimostrato di non sapere innescare alcun meccanismo di ripresa economica. Non ha puntato sulle grandi industrie (abbandonate a se stesse e che trovano sempre più conveniente spostare le produzioni all’estero), non ha scommesso sulle infrastrutture (solo annunciate), non ha difeso il nostro Made in Italy né tanto meno è riuscito a comprendere l’importanza della green economy che pur nel nostro Paese potrebbe rappresentare un forte volano per la ripresa economica generale.
In tale quadro non ci è sfuggito un passo importante della relazione di De Filippo laddove impegna fortemente il Governo Regionale nel sostenere quelli che lui definisce “gli imprenditori di se stessi”, alias i lavoratori autonomi, quelli della partita Iva, che rappresentano nella nostra Regione ben il 23% del totale degli occupati. Proprio perché concordiamo profondamente con quanto annunciato dal Governatore, ci permettiamo di evidenziare i tanti “trabocchetti” che gli apparati di Partito e le “cricche”, che pur non mancano nei palazzi regionali che contano, stanno tramando contro il disegno di sostegno all’economia lucana.
Allora il Governatore, e con lui il neo Assessore alle Attività Produttive, disegni subito ed annunci quello che è il quadro strategico dei tanti Dipartimenti, Enti e Società regionali che affollano in modo imbarazzante il panorama economico lucano. Sarebbe bene, quindi, definire il ruolo dei Consorzi ASI che gestiscono le aree industriali, la mission di Sviluppo Basilicata la quale dovrebbe, a nostro avviso, avere competenze e professionalità specifiche per intercettare fondi comunitari e nazionali oltre che gestire finanza innovativa per il tessuto imprenditoriale. Sarebbe bene, inoltre, chiarire la mission, le risorse e la governance di Basilicata Innovazione come della Società Energetica Lucana, solo per citarne alcuni.
Siamo certi che l’avvio di un tale processo di ridefinizione di ruoli e competenze avvierebbe un processo virtuoso di razionalizzazione e risparmi consistenti oltre che permettere la “misurabilità” dell’azione rispetto agli obiettivi prefissati. Va da sé che tale processo andrebbe accompagnato dalla definizione dei requisiti che dovrebbe avere il top management, provvedimento questo che favorirebbe la produzione di “anticorpi” contro l’ingerenza politica e partitica in ruoli che non le competono. Ma forse è chiedere troppo e qui la “cricca” crediamo che non arretrerebbe di un solo passo.
- blog di G. Graziano
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