PIRRO non festeggiava, ADDUCE sì

A proposito delle famose battaglia di Heraclea (costa materana) e Ascoli Satriano, del 280 a.C. e 279 a.C., che videro il re Pirro dell'Epiro sconfiggere i Romani, Plutarco narrava che ..... « dopo la battaglia, Pirro rispose ad uno che gli esternava la gioia per la vittoria che un'altra vittoria così e si sarebbe rovinato; aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e, a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. »
Questo racconto, a distanza di poco più di 2 millenni, ben si presta ad illustrare come la vittoria di Adduce sul candidato Angelo Tosto di soli 179 voti (tutti da verificare, evidentemente, stante l’esiguità del numero ed anche per dare maggiore certezza a colui che ha vinto), sia in realtà una sonora sconfitta per tutto il centro-sinistra meridionale, lucano e materano in particolare, per non parlare del centro-destra ancora intento a leccarsi le ferite sulle spiagge metapontine dove l’avvocato “patron” materano ha invitato i suoi fedeli a recarsi in occasione delle elezioni di domenica e lunedì scorsi.
La “casta dei pochi” che nel perimetro di un falso centro-sinistra ancora spadroneggia in Basilicata, non si è accorta che è in atto un cambiamento epocale in cui i cittadini, anche e soprattutto coloro che si sono sempre identificati nella politica sociale e solidale della sinistra, hanno ben compreso che dietro questa falsa ideologia si nasconde in realtà un clan che si auto genera nel tempo, incapace di dare le risposte concrete che i cittadini si aspettano: il lavoro, le strade, le scuole, una sanità che funzioni.
E’ avvenuto prima nel Nord, dove il sub strato economico, prima che culturale, ha difatti premiato la Lega Nord che interpreta in modo genuino gli interessi e le necessità dei cittadini che rappresenta. Sta avvenendo in egual modo al SUD dove, con un tasso di crescita incredibile, monta una protesta che tende sempre più a premiare i migliori rappresentati della sua terra, quelli che a noi piace chiamare Terroni.
E non trova giustificazione nemmeno l’ottimo risultato del centro-sinistra alle elezioni regionali, dove sono evidenti le colpe di un centro-destra solo intento a preservare poltrone, incapace di proporre una valida alternativa e succube del padre-padrone di Arcore il quale la Basilicata non sa manco dove si trovi. Un centro-sinistra però, e questo gli va riconosciuto, bravo nel “controllare” il voto “sezione per sezione” con una capillarità incredibile. Capacità di controllo che viene però meno quando non si vota con “la preferenza”: è avvenuto in occasione delle votazioni politiche del 2008; è avvenuto, in modo ancora più lampante, in occasione del 2° turno per le elezioni del Sindaco di Matera dell’altro giorno, in cui l’elettore doveva solo segnare con una croce il candidato prescelto.
La nostra Regione non è però ferma al palo né tantomeno rinuncia alla lotta: Sui Generis, Movimento per le Autonomie, La Grande Lucania, DEC, Movimento No Oil, Io Amo la Lucania, MIA, e tante altre sigle e Liste Civiche presenti in tutti i Comuni della Basilicata: nomi e movimenti differenti ma che siamo certi avranno la capacità di fare squadra con un unico intento che è quello di riappropriarsi del proprio futuro, consapevoli delle immense ricchezze naturali ed umane di cui il Sud è dotata.

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