Nuovi posti di lavoro in Basilicata

Ben 3.800 unità lavorative perse solo nel primo trimestre 2009 e 8.000 persone in mobilità nello stesso periodo. Nel 2008, i dati diffusi dalla Banca d’Italia evidenziavano un aumento del tasso di disoccupazione pari all’11,1%, rispetto al 9,7% dell’anno precedete e 6.254 posti di lavoro persi in tutta la Regione Basilicata. In aggiunta, i dati pubblicati dalle associazioni sindacali mettono ai primi posti la Basilicata per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, per non parlare dell’inoccupazione relativa a chi ha “definitivamente” rinunciato al posto di lavoro.
Un vero bollettino di guerra, quindi. Per vincere definitivamente la battaglia alla disoccupazione sono necessarie misure shock che facciano invertire la disastrosa tendenza.
Basta con le misure tampone. Cassa integrazione e borse di formazione non risolvono il problema. La Basilicata deve svegliarsi dal torpore e reagire. È necessario varare manovre d’ampio respiro che pongano solide basi per una concreta rinascita economica della nostra Regione. Invertire la rotta è possibile. La politica economica e di defiscalizzazione attuata dall’Irlanda negli ultimi decenni è un modello da seguire e grazie al quale si è riusciti ad attrarre vistosi e qualitativamente importanti capitali stranieri. Altro esempio da seguire potrebbe essere quello spagnolo in cui i nostri “cugini” sono riusciti a massimizzare la crescita economica attraverso un uso oculato e sistematico delle risorse dell’Unione Europee.
Ma anche l’esempio scandinavo, un’economia molto aperta che è riuscita a proiettare nel nuovo mondo globalizzato le peculiarità e le capacita delle principali aziende nazionali.
La rinascita non è quindi un miraggio. Investire oculatamente i fondi UE e i proventi ricavati dallo sfruttamento dei giacimenti petroliferi per un reale ammodernamento strutturale non è utopia. Bisogna cambiare rotta: da una politica assistenzialista passare ad una politica attuativa. Il problema della disoccupazione va risolto alla radice ed in breve tempo. Bisogna lavorare per creare solide basi all’economia lucana. Il circuito produttivo deve ripartire e basarsi su solide fondamenta. È necessario incentivare le imprese ad investire, supportandole con una forte politica di sostegno fiscale. Sostenere concretamente i progetti di giovani motivati, creando un circuito produttivo solido.
Il Centro Studi di “Io Sud”, di concerto con il Prof. Umberto Salinas, economista, sta concludendo proprio in questi giorni un approfondito lavoro che porterà a breve alla presentazione di una manovra complessiva in grado di far da volano per la creazione di nuova occupazione.
Una proposta che tutti i lucani saranno chiamati a sostenere grazie anche al sostegno di quanti vorranno sostenerci in questa difficile impresa.

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