Meglio lu can' d' Milan ca i Lucani d' la basilicata
Meglio lu can' d' Milan ca i Lucani d' la basilicata

Cari amici texani della Lucania Saudita, poggiate pure i cappelli bianchi a falda larga sull'amadia che vi devo raccontare una storiella.
Un giorno del giugno 1998 Il presidente della Regione Basilicata Dinardo era a passeggio con l'amministratore delegato dell'ENI Dr. Bernabè per una valle della Basilicata attraversata da un fiume chiamato Agri. In quel periodo si stavano giocando i mondiali di calcio in Francia, vinti poi dalla squadra di casa e Marco Pantanti un mese prima aveva vinto il giro d'Italia. Dinardo aveva invitato Bernabè in quella valle per fargli conoscere una parte di questa nostra meravigliosa Basilicata, quella parte dove cresce il tartufo nero di marsicovetere o dove si sente il profumo delle mele di Villa D'Agri, ma mentre passeggiano, Bernabè, sente un profumo sconosciuto a noi Lucani è il profumo dei ricavi aziendali. Insistentemente chiede a Dinardo più volte- a dinà o senti sto profumo? e Dinardo :- a bernabè io send' na puzza d' b nzina ma chi è success' s'è rotta la pompa d zì Rocc' u benzinaio. BERNABE' - A Presidè stamme a sentì se fai quel che ti dico a terra tua , a Basilicata se fa na bella cosa e sordi. DINARDO - ma che stai a dì, r mel' e li fasul nun s l'accatta nisciun'. BERNABE' - ma quali mele fasuli e puparuli cruschi lo vuoi capire o no che la vostra terra galleggia sul petrolio. DINARDO - ma tu parli du p trolio, dell'aglianico, no no quello lo fanno a Rionero e Barile non qui a Viggiano. BERNABE' - ma quale aglianico de tu nonno io parlo di idrocarburi, di Bonny light crude oil, di oro nero capisci adesso? DINARDO - u' p trolio!!!!!! hoi maronna mia!!!
Passano alcuni giorni e si arriva al 13 giugno 1998 DINARDO E BERNABE' firmano il famigerato accordo sul petrolio (fossero scivugliat') L'ENI estrae l'oro nero e la Regione Basilicata incassa le royalties, i famosi sordi di Bernabè, i denari, le percentuali. Il compenso della Regione viene fissato al 7% ( in tutto il mondo, dal Burundi alla Nigeria, si paga da un minimo del 27% per le vecchissime concessioni ad un massimo del 50,51% per quelle degli ultimi 15 anni) . Bernabè da quel momento trasforma l'Eni da Ente di stato in perdita a una delle compagnie petrolifere di maggior successo al mondo tanto che le esperienze di management di Franco Bernabè alla guida dell'ENI diventano oggetto di due "Case Studies" della HARVARD BUSINESS SCHOOL pubblicati nel dicembre del 1999. Dinardo da quel momento scompare. Tutti i giornali del mondo ci danno miliardari, ci chiamano texani e la nostra terra cambia nome in Lucania Saudita. I politici della sinistra lucana in tutti i paesi si vantano di aver trovato il petrolio come cani da tartufo e chiedono il baciamani a tutti i sudditi, in alcuni paesi della Val D'Agri gira la voce che si vogliono cambiare i santi protettori e santificare in vita alcuni ex Democristiani e Democratici di Sinistra. La Madonna nera di Viggiano non è in discussione sia perchè protettrice della Basilicata e sia perchè già nera in quanto ammantata di Petrolio. Trascorrono alcuni anni, tutti noi ancora increduli ci trastulliamo con il computer in ogni casa e tra un corso di formazione per restauratori di dipinti dell'ottocento fiorentino e installatori di pannelli solari sugli SPACE SHUTTLE veniamo a sapere che altre compagnie delle sette sorelle individuano altri giacimenti in Basilicata fino ad arrivare a 27 concessioni per la coltivazione di idrocarburi ed all'utilizzo del 70% del territorio regionale per la ricerca e la coltivazione di questi idrocarburi. Fin qui tutto bene, ognuno di noi si è vantato fuori regione di avere sto cavolo di petrolio e di avere anche l'acqua che vendiamo alla Puglia. Ognuno di noi si è lasciato convincere che prima o poi il destino di questa terra sarebbe cambiato, abbiamo acquistato i SUV, i cappelli a falda larga texsani, i sigari da un metro e mezzo, gli speroni d'argento e ognuno di noi ha fatto posto nel proprio giardino ad una pompa di benzina privata. Ma, c'è un ma, c'è sempre un cavolo di ma, dopo 11 anni, circa 10 giorni fa, per la prima volta vengono pubblicate le cifre incassate dalla Regione Basilicata in quanto Royalties rinvenienti dall'estrazione petrolifera del 2008. la cifra ce la fanno passare come una cifra da sballo, tutti si rimettono il cappello a falda larga e si fa festa. Parliamo di 102.000.000 di euro pari a circa 200 miliardi delle care vecchie lire. Mentre faccio festa e magari anche un mutuo tanto ciò il petrolio, faccio un semplice calcolo, voglio sapere quanto danaro arriva mediamente ad ogni cittadino lucano per cui prendo la somma del 2008 e la divido per 600.000 ( e meno male che siamo solo 600mila, come gli abitanti di un solo piccolo quartiere di Napoli) il risultato è 170 euro a testa. O cavolo forse ho sbagliato, rifaccio il conto, non c'è errore viene 170 euro a testa. POSSIBILE 170 euro , si possibile, cari amici texani della lucania saudita questo è quello che ci tocca al momento. Ma facendo un breve calcolo nel giro due anni con l'apertura dei pozzi TOTAL e di altre compagnie si può raddoppiare la cifra ed arrivare a circa 300 euro all'anno a testa. Se consideriamo poi che circa tremila giovani all'anno lasciano in via definitiva la Basilicata per cercare lavoro fuori regione insieme alla diminuzione delle nascite, in pochi anni, le percentuali saranno sempre di più per sempre meno abitanti.
Stante questa situazione io ritengo di non essere soddisfato da questa cifra per cui la rifiuto, non la voglio e chiedo alle compagnie petrolifere di non estrarre la quota di petrolio di mia competenza pari a 2.258 euro/anno e di lasciarla sotto terra almeno fino a quando le royaltyes non saranno fissate come nel resto del mondo al 50% e non al 7%.
E se alle compagnie non conviene estrarre con percentuali del 50% neanche a me conviene a 170 euro l'anno quindi, che vadano ad estrarre sulle piattaforme nel mar del Nord a - 35° tra onde forza sette e venti a 200 KMh e non al caldo temperato, tra il profumo delle mele della Basilicata e tra tanta buona, brava e ingenua gente .....i lucani.
Prima considerazione: Se ci fosse ancora Pertini direbbe - Dove sono finiti i 170 euro di Ignomirelli per i sette anni di estrazione? IGNOMIRELLI - Presidente io non li ho presi, giuro, non guardate me sono finiti tutti per i marciappiedi di Corleto o degli altri paesi? nulla finì nelle tasche dei 3.000 giovani all'anno che lasciano la Basilicata a spese proprie.
Seconda considerazione: Il gas di nostra proprietà da sette anni brucia sulle torri di estrazione senza essere utilizzato, brucia insieme ai sogni dei lucani e quando smetterà di bruciare verrà utilizzato dalla regione per pagare gli stipendi dei politici trombati finiti nella SEL (Stornzata Energetica Lucana) e non per dimezzare il costo dell'energia alle famiglie.
Terza considerazione: dove sono finiti i soldi dell'acqua pagati dalla Puglia grazie all'accordo fatto dal sottosegretario Guido Viceconte, 30 ml di euro all'anno, presi regolarmente da tre anni. Verranno utilizzati tutti sotto la campagna elettorale per le regionali? In un momento di crisi come questa immettere oggi e non fra un anno 90 ml di euro sul mercato lucano bastava per far pesare un po' di meno la crisi.
Ultima considerazione, un cane del canile municipale di Milano, ha un'incidenza di costo per il comune di 7 euro al giorno per il suo mantenimento, che per trenta giorni fa 210 euro al mese che in un anno fa 2.520 euro per cui:
lu cane d Milan senza ca ten' mang na stizza d' petrolio s'abbusca doimilacinqcentvint'euro l'ann e i lucan' cu' p trolio pur ind a lì cantin' ne piglian' 170 (quann' l' piglian')
MOLTO MEGLIO FA LU CAN a MILANO CA U LUCANO IN BASILICATA.
- blog di Francesco Ignomirelli
- Login o registrati per inviare commenti

















Login