I piedi per terra
Caro Gerardo,
ho letto il tuo articolo sul nostro sito ufficiale, datato 19/12/2009. Forti e chiare le tue “urla” di dolore da un lembo (la constatazione che se da una parte il Governo centrale, le cui risorse partono dal 41° grado di latitudine nord a salire, e dall’altro un Governo Regionale che non accorgendosi di essere, ed è proprio il caso di dirlo, di essere a SUD di quella latitudine, pensa di costruire una diga, come i castori, nel fiume dell’elettorato lucano solo per garantire gli interessi di “qualcuno”), dall’altro lembo la speranza che l’elettorato del Sud in generale e quello lucano in particolare, possa, aprendo gli occhi, accorgendosi dell’atto di depredazione che i fanno del ns. popolo e delle ns. economie, e del dei lanzichenecchi politici autoctoni, dicevo la speranza che si possa dare voce a Chi potrà veramente essere la voce di chi, oggi, voce non ha (il popolo lucano che subisce supinamente quanto la ns. classe dirigenza gli propina).
Non è un gioco di parole Gerardo, non deve essere una illusione, non sarà un ologramma!, e i piedi per terra teniamoli ben saldi. Almeno Noi.
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