E' il momento di accettare la sfida !

I dati macroeconomici ma anche quelli strettamente riferiti alla situazione economica regionale non possono essere manipolati ed interpretati a seconda del ruolo che si riveste.Tutti i rapporti che leggiamo in questi giorni sui quotidiani, parlano di un’Italia in grosse difficoltà. Al di là del giudizio delle società di rating, non bisogna essere dei grossi esperti di economia per “misurare” che le cose vanno male: la disoccupazione è in costante aumento, i consumi arrancano, le famiglie hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, le aziende chiudono e non si intravedono segnali decisi di ripresa.
Certo l’Italia non è la Grecia così come la Basilicata non è la Calabria ma non c’è proprio di che essere contenti, tranquilli o soddisfatti. Abbiamo già più volte denunciato come la politica di questo Governo Nordista sia stata in questi 2 anni a senso unico: mentre a Milano ed in tutto il Nord lo Stato interviene pesantemente per sostenere l’economia locale (vedi ad esempio i quasi 100 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture che si stanno “abbattendo” su MilanoExpò 2015), in tutto il Sud, se si fa eccezione per i propagandati Piani per il Sud, Banca per il Sud, Fondi FAS e via discorrendo, non c’è il minimo segnale di una benché minima iniziativa che proponga un modello di sviluppo degno di questo nome.
E proprio su questi temi prendiamo atto che, anche se con notevole e colpevole ritardo, oggi sono in tanti a proporsi come “salvatori della Patria e del Mezzogiorno”. Lo ha fatto sul palcoscenico nazionale il Presidente della Camera Fini nei giorni scorsi, ma lo sta facendo, allo stesso modo, un po’ tutto l’establishment economico-politico lucano: dal Governatore De Filippo, al Presidente della Camera di Commercio On. Lamorte, passando per l’amministratore di Sviluppo Basilicata, Raffaele Ricciuti. Tutti coloro che, in questi anni, hanno avuto responsabilità di “governo”, ognuno per quello che gli compete, si sono affrettati nel difendere le azioni fin qui intraprese.
E la cosa che sorprende non è tanto il non riconoscere i tanti flop registrati negli ultimi tempi (si veda, tanto per citarne uno, al tentativo maldestro di reindustrializzazione dei siti improduttivi quali Panasonic, Mahle, Parmalat-Vicenzi, ecc.) quanto il non rendersi conto dell’urgenza di porvi rimedio e di invertire la rotta.
Ed a tal proposito, mi permetto di ricordare al neo Assessore alle Attività Produttive, Erminio Restaino, che giacciono nelle sue casse alcune centinaia di milioni di euro relativi a vari Bandi regionali, che in un momento di crisi finanziari come questa, fanno gridare allo scandalo.
Primo fra tutti pensiamo al Bando per la reindustrializzazione della Val Basento dove più di 40 aziende che hanno presentato nuovi piani di sviluppo ed occupazione, attendono da più di 6 mesi che il processo di valutazione arrivi a compimento.
Per non parlare dell’ormai famoso Bando per la concessione di agevolazioni per lo sviluppo e l’innovazione delle PMI anch’esso fermo da svariati mesi questa volta però nei corridoi di Sviluppo Basilicata, proprio quella che Ricciuti sta cercando di difendere, forte anche della lunga esperienza maturata nella promozione di nuovi investimenti in Regione, ma che, evidentemente, anch'essa risente in modo piuttosto evidente della caotica "politica economica" fin qui condotta dalla Politica regionale. Su tale Bando già la prima fase fu caratterizzata da un’estrema e manifesta incapacità della Regione e dell'assessorato Straziuso-Freschi di gestire il programma giacché l’apertura dello stesso fu più volte rinviato perché il “software per la compilazione della domanda” non funzionava. Ora credo sia doveroso per gli uffici di Via Anzio spiegare come mai siano trascorsi ben più dei 20 giorni stabiliti dal Bando per l’esame delle domande presentate senza che gli imprenditori abbiano ricevuto alcuna notizia in merito.
Passando poi alla governance della aree industriali regionali, credo non possa essere sottaciuto come le ASI di Potenza e Matera, per non parlare del Tecnoparco della Val Basento, ancora attendono che vada a compimento quel processo di riforma, avviato ben 2 anni fa fra mille difficoltà e dubbi, indispensabile per definire un assetto efficiente di gestione delle aree produttive che metta gli imprenditori nella condizione di avere a disposizione servizi e utilities a prezzi vantaggiosi, così come avviene in altre realtà del nostro Paese.
Se questo è il quadro, se questi sono gli scenari, non si può continuare a far finta che in passato sia andato tutto bene. E’ finito anche il momento della polemica politica sterile. E’ giunto, invece, il momento di rimboccarsi le maniche e di mettere a frutto le ingenti quantità di danaro che affluisce nelle casse regionali grazie ai fondi europei oltre che alle royalties derivanti dalle estrazioni petrolifere in Val D’agri.
Ma, oltre alle risorse finanziarie, la Regione dispone di validissime risorse umane. E pensiamo ai tanti lucani che hanno deciso di restare in questa Regione e che hanno professionalità e capacità da vendere ma anche a coloro che non hanno trovato il coraggio e la possibilità di restarci ma che, siamo certi, sarebbero ben felici di poter tornare e dare il loro contributo per lo sviluppo della loro terra.
Ad oggi questa svolta sperata ed annunciata anche in campagna elettorale, a dire il vero non l’abbiamo ancora vista né abbiamo avuto avvisaglie in merito: tanta propaganda e poca sostanza.
Speriamo in meglio nelle prossime settimane.

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