DIMISSIONI SCAJOLA: IL PREMIER APPROFITTI DEL “PREZIOSO” ASSIST

E’ proprio vero che oltre che essere bravi bisogna essere fortunati. Ed il nostro caro Premier, Silvio Berlusconi, senz’altro ha fortuna sfacciata da vendere.
In queste ore si sta infatti consumando, in maniera ci auguriamo definitiva, la fine della carriera politica di uno dei peggiori Ministri dell’Industria (così si chiamava una volta) e dello Sviluppo Economico: Claudio Scajola.
Senza entrare nel merito delle questioni giudiziarie che, francamente, interessano molto poco e che preferiremmo relegare nelle aule dei Tribunali, risulta evidente che l’ex Ministro non è stato in grado in questi anni di elaborare una strategia economica per far ripartire l’economia in un periodo di crisi internazionale dove era ed è necessario studiare ed attuare strategie che tengano conto, come fatto ad esempio negli Stati Uniti, dello sviluppo delle energie rinnovabili puntando sulla formazione/ricerca e sulle innovazioni/invenzioni per i quali il nostro Paese ha dimostrato più volte in passato di essere un player importante.
Di Scajola ricorderemo i numerosi Piani per il Sud (mai avviati), le centinaia di vertenze aziendali (tutte conclusesi con la chiusura degli stabilimenti), le 250 euro promesse a noi patentati lucani (già immaginiamo che fine faranno), l’affossamento della class action, l’istituzione delle zone franche urbane (ancora non partite e dotate di una misera dotazione finanziaria) ed il tentativo, speriamo fallito, di riportare il nucleare in Italia.
Con le dimissioni di Scajola, quindi, il Presidente del Consiglio ha in queste ore la possibilità di riparare a 2 anni si assoluta “dimenticanza” di cosa sia una seria politica industriale ma, soprattutto, di accorgersi che in questa Italia ne esiste un’altra ancora più bisognosa di attenzione e che sono le Regioni del Sud.
Perciò, approfitti il Premier di tutto ciò e nomini senza indugio un Ministro libero da qualsiasi vincolo lobbista, nuclearista e politico (si veda alle richiesta della Lega di nominare una persona a loro vicina). Individui con immediatezza una personalità di spicco, che rappresenti la parte debole del Paese (il Sud), che possa elaborare e governare questo momento delicato dell’economia italiana in cui bisogna tenere unito il nostro Paese nella consapevolezza che la spinta per un nuovo necessario, indispensabile boom economico passa inevitabilmente dallo sviluppo dell’economia del Mezzogiorno.
Sono queste le vere emergenze di cui il Governo dovrebbe occuparsi: risollevare l’economia e creare nuovi posti di lavoro. E non distogliere l’attenzione su questioni di secondo piano quali, ad esempio, le riforme istituzionali che tutti rincorrono ma nessuno vuole.
Se Silvio non ne è capace, rassegni le dimissioni e come blaterano strumentalmente i leghisti in questi giorni, si torni al voto, che è meglio.

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