APPROFITTARE DELLA CRISI ECONOMICA
I principali studiosi e trattati di economia insegnano che ogni ciclo economico ha un suo punto di massima crescita a cui segue, inevitabilmente, un periodo di calo e di stagnazione. Compito della politica di ogni Governo, sia esso locale che nazionale, è fare in modo che i periodi di crescita siano i più lunghi possibili e che quelli di crisi economica siano brevi.
Inoltre, sempre secondo i più autorevoli economisti, è proprio nei periodi di crisi che le aziende più preparate ed attente approfittano per ristrutturare e ripartire cercando di cogliere l’onda lunga della ripresa. Tale concetto economico vale per le singole aziende ma vale anche per chi l’economia la governa.
Con tali premesse, e tralasciando ogni commento sulle NON MISURE messe in atto dal Governo Berlusconi-Tremonti in questi 2 anni, si coglie perfettamente come l’attuale crisi economica mondiale, con chiari e visibilissimi ricadute su quella nazionale e regionale, debba rappresentare per la nostra piccola economia lucana un momento di seria ristrutturazione e riprogrammazione dell’intero governo dell’economia.
Attualmente le principali decisioni di carattere economico sono demandate ad un numero di soggetti che a vario titolo tentano o dovrebbero tentare di rilanciare la ripresa economica finalizzata alla creazione di nuova ricchezza e quindi di nuove occasioni di lavoro.
Solo per citarne alcuni, si pensi al ruolo che ha (o che dovrebbe avere) la Giunta Regionale ed i Dipartimenti Economici, Attività Produttive e Formazione e Lavoro in primis; oppure a quello delle Camere di Commercio e quello dei Consorzi ASI di Potenza e Matera, passando per il Tecnoparco Valbasento; o ancora al ruolo di Sviluppo Basilicata (società in house della Regione Basilicata) e quello di Basilicata Innovazione (ultima meteora ad aggirarsi nel cielo lucano con tanto di struttura elefantiaca e super costosa).
Ma non possiamo e dobbiamo dimenticare altri big player economici che sono, o dovrebbero essere, Acquedotto Lucano e SEL - Società Energetica Lucana (quest’ultima ancora alla ricerca di una visione di cosa debba fare da grande), per finire questo lunghissimo elenco richiamando altresì il ruolo importantissimo di raccordo con il sistema produttivo delle organizzazioni di categoria in rappresentanza del mondo imprenditoriale e dei lavoratori.
Se proviamo a contarli ci accorgiamo che abbiamo di fronte a noi ben 12 soggetti decisionali (certamente abbiamo dimenticato di elencarne qualcuno) rispetto ai quali non ci sembra di cogliere una regia unica ed una visione programmatica ben individuabile. Non ci appaiono ben individuate le mission di ognuno, i mezzi che hanno a disposizione ma, soprattutto, quali sono gli obiettivi misurabili di ciascuno di essi.
Sarebbe per esempio proficuo e produttivo che si conoscano gli obiettivi a medio e lungo termine di Basilicata Innovazione. E quindi, fra l’altro, quanti progetti di ricerca intende portare a termine e quante saranno le imprese che potranno avvalersi di tali innovazioni nei prossimi 2 anni. Ma anche, ad esempio, come si interfaccia il suo ruolo con quello di Sviluppo Basilicata che ha o dovrebbe avere un ruolo differente ma complementare.
Continuando in questo processo di ridefinizione e programmazione del governo dell’economia, sarebbe altresì importante capire il ruolo di Sviluppo Basilicata rispetto alla crisi finanziaria del nostro tessuto imprenditoriale ed in che modo e con quali strumenti potrebbe aiutare la nascita di nuove attività produttive o il sostegno di aziende già operanti che abbisognano di assistenza in un contesto di crisi qual è quello che viviamo attualmente.
Abbiamo assistito in questi ultimi anni ai frequenti ed improvvisati tavoli di riunione e trattative per non parlare di “improbabili” task-force che hanno avuto solo il merito di riempire le pagine dei quotidiani locali e di un TG3 Regione tanto amorfo quanto inutile se non dannoso per un clima di confronto-scontro di cui invece il nostro sistema economico ha bisogno. Ancora oggi stiamo assistendo, e speriamo che siano gli ultimi colpi di coda delle passate gestioni, ai soliti tavoli rotondi e conferenze con i soliti protagonisti di sempre che in questi anni hanno prodotto solo fallimenti.
Però i lucani non si meritano che nei prossimi 5 anni non cambi nulla. Soprattutto, non ce lo possiamo permettere. Il Presidente De Filippo ha annunciato delle novità che in parte ha attuato mentre per altri aspetti ci sembra comunque “ingabbiato” in un sistema e in uno schema che non tiene conto della richiesta di modernità di cui la nostra Regione necessita.
In attesa della ridefinizione degli organi statutari regionali, nei quali potrebbe rientrare l’istituzione del CREL (Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro), di cui sentiamo da fin troppo tempo solo annunci e rinvii, riteniamo sia molto proficuo che il Presidente De Filippo si faccia carico già in queste prime battute del neo governo regionale, di istituire un organismo permanente, a zero costi, e soprattutto snello, dove vengano discusse ed assunte quelle che potremmo definire “i compiti di ciascuno”. Una necessaria definizione di ruolo che aiuterebbe il Presidente nel processo di cambiamento che ha dichiarato di voler attuare.
Definire gli obiettivi di ciascun Ente aiuterebbe il neo Governatore anche nella scelta del management che dovrebbe guidarli ma, soprattutto, sarebbero misurabili in maniera obiettiva le performance di ciascuno. In mancanza di tutto ciò, tutti questi organismi vengono per essere visti come inutili carrozzoni dove si annida il clientelismo; sacche di vero e proprio spreco di danaro pubblico.
Ma questa è tutta un’alta storia !
- blog di G. Graziano
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