Adriana Poli Bortone: “Il tema immigrazione non può ridursi a brevi apparizioni pubbliche”
La Senatrice Adriana Poli bortone interviene con una nota sulla questione sui diritti e l'integrazione sociale degli immigrati e si dice fiera che il tema sia stato ripreso anche da Fini.
“Finalmente vedo che anche Gianfranco Fini, cui evidentemente sta facendo bene la carica di Presidente della Camera, ha ripreso con la determinazione dovuta il tema dell’immigrazione. Un tema che, pero, non può essere liquidato con brevi apparizioni pubbliche e lodevoli indicazioni di principio, ma che deve essere posto all’ordine del giorno dell’agenda politica e parlamentare, perché su argomenti come questo si gioca la credibilità internazionale e la valutazione etica di un grande Paese”.
È quanto scrive la Poli Bortone: “E non vanno sottaciute, come sta succedendo, la portata economica e la valenza sociale che l’apporto di cittadini provenienti da paesi in difficoltà garantisce all’Italia, poiché nella stragrande maggioranza dei casi stiamo parlando di persone oneste che chiedono solo di lavorare e convivere nel rispetto delle leggi. Se il clima di odio che si respira in Italia da un paio d’anni a questa parte è oltremodo riprovevole (l’introduzione del reato di clandestinità è un autogol cui il governo non sa come porre rimedio), diventa ripugnante per noi meridionali che abbiamo conosciuto drammaticamente gli anni dell’emigrazione, che abbiamo dato le nostre migliori intelligenze per la crescita scientifica e tecnologica di altri Paesi, che abbiamo anche pagato tributi pesantissimi di vite umane, come nel 1956 a Marcinelle dove morirono 126 minatori italiani. Per noi meridionali sono prioritari i valori della famiglia in generale e della persona in particolare, che va rispettata in quanto tale nei suoi diritti, fermi restando i suoi doveri.
Porre sul tappeto della politica il tema della cittadinanza, e concordo con Fini - continua la senatrice - è più che giusto e aggiungo che tale tema non può essere liquidato né con l’indifferenza del maggior partito di maggioranza né con la solita, sprezzante presa di distanze della Lega, che continua nella sua sciagurata politica razzista, senza alcun rispetto delle diversità culturali, confondendo perfino l’integrazione con l’assimilazione culturale. Quello dei diritti e dell’integrazione sociale degli immigrati deve diventare uno dei cardini dell’agenda politica nazionale, di destra e di sinistra. Pochi altri argomenti possono diventare, come questo, terreno di coltura per la ricostruzione di un Paese, finalmente svelenito e propositivo.
E conclude: “Come senatore della Repubblica farò la mia parte anche perché sul punto, e mi scuso per l’autocitazione, ho un piccolo primato italiano di cui vado molto fiera: sono stato il primo sindaco che ha inserito nello statuto comunale il 41° Consigliere aggiunto, regolarmente eletto dalla comunità di immigrati, quale contributo alla partecipazione attiva della mia città.
Io Sud Basilicata
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